Nel mare ci sono i coccodrilli: la storia di Enaitollah Akbari

“Nel mare ci sono i coccodrilli” è un romanzo scritto da Fabio Geda e pubblicato nel 2021 dalla casa editrice Dalai Editore. Il protagonista del romanzo è Enaiatollah Akbari, un ragazzo afghano di etnia Hazara che, lasciato dalla madre in Pakistan, intraprende un lungo viaggio che lo condurrà in Italia, precisamente a Torino, passando per l’Iran la Grecia e la Turchia. Gli hazara sono un gruppo etnico che vive in una regione montuosa dell’Afghanistan centrale, rappresentano il 10% della popolazione afghana e la maggior parte di loro è sciita. Proprio per questo sono una minoranza perseguitata storicamente dai talebani.

La peculiarità di questo racconto è che si tratta di un’esperienza migratoria realmente vissuta; infatti, lo scrittore del racconto ha intervistato Enaiatollah una volta arrivato in Italia. Il racconto si presenta come un’intervista in cui Einatollah narra, attraverso fitti e intesi monologhi, il percorso che ha compiuto dal suo paese di origine in Afghanistan (NAVA) fino a Torino. Questa storia può essere letta come un microcosmo che riflette e fa riflettere su altre numerose odissee che oggigiorno numerose persone sono costrette a vivere per assicurarsi un futuro libero e migliore. Leggere questo romanzo attraverso le parole di chi ha vissuto questa odissea è un’opportunità per comprendere le fatiche dell’esperienza migratoria: il distacco dalla famiglia, dal paese di origine, la fatica fisica ma soprattutto psicologica, la morte dei compagni di “viaggio” e lo smarrimento che si prova quando si arriva nel paese di destino, sconosciuto, ma tanto desiderato.

Il racconto si apre con una promessa d’amore materno. La madre di Einatollah, contro il suo volere, si trova costretta ad abbandonare il figlio in Pakistan all’età di 10 anni. I talebani avevano infatti minacciato di ucciderlo a seguito della morte del padre perché non aveva portato in patria della merce destinata i talebani. La madre, figura costante nei pensieri del protagonista, prima di lasciarlo al suo destino gli fa promettere 3 cose: che non avrebbe mai utilizzato armi, che non avrebbe mai fatto utilizzo di droghe e che non avrebbe mai rubato. Queste promesse fatta alla madre, insieme al suo profumo e alla sua tenera voce, accompagneranno Einatollah per tutto il suo viaggio. La mattina dopo si sveglia a Quetta (città pakistana) e la madre non c’è più. Ecco che da questo momento inizia la sua vita adulta: se la deve cavare senza genitori.

La sua esperienza migratoria dura ben 10 anni, il protagonista deve affrontare molti ostacoli, tra cui i duri lavori a cui viene sottoposto, una lunga camminata tra le montagne e tre notti sotto un camion per non essere scoperti durante l’attraversamento della frontiera Turca. Poi la traversata dalla Turchia alla Grecia munito di un gommone e remi, durante la quale perde anche un suo compagno.

Fonte: https://www.cemattio.com/nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli-201804.html

Una vera e propria odissea, un viaggio che lo fa crescere mettendolo alla prova giorno dopo giorno. Poi l’arrivo in Italia. Un paese che diventa per lui la sua seconda casa. Non è un arrivo ma, come afferma lui, è l’inizio di una nuova vita in cui le sue radici afghane si mescolano con Danila e Sergio (genitori adottivi), i corsi di lingua, una nuova scuola, nuovi amici.

Nel 2020 è uscito un altro libro che racconta lo sviluppo della vita di Einatollah in Italia e il suo ricongiungimento con la madre.

Giorgia Facchini

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