Jinn: invisibili e dispettosi

Nel 2019 esce su Netflix una serie giordana che diventerà molto popolare, JINN. La serie narra le vicende di una classe di giovani studenti di Amman, che un giorno si recano in viaggio studio nella magica Petra. Le dinamiche adolescenziali tipiche di questi prodotti commerciali si intrecciano a degli avvenimenti a dir poco particolari, fra sparizioni e misteriose scomparse. I giovani studenti, infatti, sono incappati senza saperlo nell’opera di due jinn, che abitano le antiche rovine di Petra e ne hanno fatto la propria casa. Questi spiriti – buoni e cattivi – giocano col destino dei ragazzi e delle ragazze, finché le vicende non si fanno troppo cupe per poterle gestire da soli…

Locandina della serie Netflix JINN (fonte: IMDb)

Ma chi sono questi jinn? E che ruolo giocano nella cultura (e nella vita) di chi li considera reali?

Innanzitutto, per capire i jinn bisogna capire la parola “jinn”. La tendenza della lingua araba a racchiudere l’essenza di qualcosa in sole tre lettere fondamentali ci viene in aiuto: la radice di “jinn” sono le tre lettere ج ن ن , ovvero le lettere gim (paragonabile alla nostra G) e due noon consecutive (paragonabili alla nostra N). Questa radice trilittera racconta della necessità di nascondersi e camuffarsi, e proprio qui sta l’essenza dei jinn.

I jinn sono infatti creature invisibili all’occhio umano, che però abitano e riempiono gli spazi della vita quotidiana. Sono spiriti che possono assumere diverse forme e le raffigurazioni artistiche di questi esseri ne raccontano la diversità di percezione, anche se si dice che siano fatti di un fuoco perenne.

Si dice che i jinn abbiano caratteristiche simili a quelle degli esseri umani, senza però averne i limiti fisici. Possono anche abitare oggetti inanimati che ci circondano e possiedono poteri sovrannaturali che usano per gli scopi più disparati, sia benevoli che maligni. Si dice che si sposino, facciano figli, mangino e bevano proprio come le donne e gli uomini.

I Jinn fanno parte della cultura islamica di molte aree del Nord Africa e del Levante, tuttavia la loro origine è facilmente databile al periodo preislamico. L’Islam ne ha aiutato sicuramente la diffusione, al punto che c’è un capitolo nel Corano – la Surah Jinn – che li riguarda da vicino. Vengono spesso nominati anche dal profeta Muhammad.

Rappresentazione dei Jinn (fonte: Middle East Eye)

I jinn avrebbero giocato un ruolo fondamentale nella nascita del genere umano, secondo la dottrina islamica. Sarebbero stati creati prima i jinn dell’uomo, quest’ultimo creato dal fango mentre i primi di fuoco che non emette alcun fumo.

La storia umana ha inizio quando un jinn si ribella contro il diavolo, Iblis, che a sua volta si era rifiutato di prostrarsi davanti all’immagine di Adamo. Il diavolo viene dunque espulso dal paradiso e così ha inizio la rivalità fra Dio e l’Iblis, che procederà poi alla tentazione di Adamo ed Eva per provocarne la rovina.

In alcune tradizioni, i jinn sarebbero stati fra i primissimi abitanti del pianeta Terra, ma non gli unici: oltre a loro ci sarebbero stati gli hinn e i binn. I primi erano spiriti fatti di aria e vento, i secondi di acqua. Queste due figure sono ancora considerate nella mitologia alawita e drusa.

Ad oggi si considera l’esistenza di diversi tipi di jinn. Esisono i tir – o thaber – che sono responsabili dei problemi fisici; ma anche gli Zalmbur che metterebbero lo zampino nelle transazioni economiche. A diffondere menzogne ci sarebbero i Sut – o Misut, mentre gli Aawar incoraggiano l’adulterio e i tradimenti.

Queste caratteristiche determinano il rapporto che i jinn potrebbero instaurare con il genere umano. Difatti, seppur scoraggiata, l’interazione fra umani e jinn accade e spesso provoca disordini e dispetti. I jinn, tuttavia, non sono solo esseri malvagi. Infatti viene incoraggiata la preghiera da parte dei fedeli per essere sicuri di ingraziarsi i jinn e non dare loro motivo di fare i loro soliti dispetti.

I jinn sono dunque creature che abitano la quotidianità di chi li crede reali, e che sono in grado di giocare un ruolo cruciale nella loro esistenza, sia in negativo che in positivo.

Esercito dei jinn (fonte: Radio Farda English)

La tematica della superstizione e dei jinn si fa particolarmente rilevante quando si parla di disordini mentali. Non di rado i sintomi di quelle che sono malattie mentali vengono associati all’azione di jinn malevoli, che disturberebbero la quiete mentale dei fedeli.

Un interessante studio condotto da Najat Khalifa e Tim Hardie investiga e svela le relazioni fra le credenze sui jinn e alcuni disturbi mentali, prendendo in considerazione dei casi studio. Dall’articolo emerge il grande taboo associato ai jinn, in cui molte famiglie credono fermamente e che associano ai disturbi mentali dei propri figli, vergognandosi però di rivelare tale credenza di fronte ai dottori.

Lo studio di Khalifa e Hardie associa il tema della possessione a quello dei jinn, investigando come diverse tipologie di possessione possono essere o meno ricondotte a credenze sui jinn.

L’articolo di Khalifa e Hardie è particolarmente interessante per la ricostruzione che fa del ruolo della religione e della superstizione nel curare le malattie mentali, andando a capire fino a che punto i jinn – e altri fenomeni culturali – possono essere metodi di comprensione dei disordini mentali.

Rappresentazione dei Jinn (fonte: Middle East Eye)

Insomma, fedeli compagni o antipatici nemici. Bisogna ingraziarseli con preghiere continue, ma anche tentare di ridurre al massimo le interazioni. Responsabili di possessioni e comportamenti considerati fuori dal normale. I jinn giocano sicuramente un ruolo fondamentale nella cultura di molte comunità, e come ogni fenomeno culturale sono necessari a spiegare eventi complessi e apparentemente inspiegabili…

Avana Amadei

Fonti

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